Allarme dai Pneumologi sui danni cronici da CoVid-19
La Società Italiana di Pneumologia (SIP) nel corso di un meeting ha lanciato un allarme sui danni cronici a carico della funzione respiratoria nei pazienti colpiti dalle forme più severe di infezione, causati dai processi fibrotici sul parenchima polmonare che potrebbe colpire il 30% di questi malati con postumi che si protrarrebbero fino a 6 mesi ed in un numero non precisabile attualmente di esiti non recuperabili.
Luca Richeldi, membro del Comitato tecnico e scientifico per l'emergenza, presidente della SIP e direttore del Dipartimento di pneumologia del Policlinico Gemelli di Roma, ha definito questa situazione "una nuova emergenza sanitaria", affermando che, come già accadde con la SARS, i sopravvissuti alla malattia presentano un quadro di fibrosi polmonare, rilevata già dai primi studi svolti in Cina, con alterazioni rx evidenti anche a distanza di 6 mesi, uno scadimento delle performance ventilatorie e minor resistenza allo sforzo anche di limitata entità.
Questi elementi invitano quindi a considerare la creazione di specifici ambulatori dedicati al follow up dei pazienti ricoverati, specie i più fragili e gli anziani in vista di trattamenti farmacologici attivi e di percorsi riabilitativi dedicati. Il Policlinico San Matteo di Pavia ha già attivato dal 27 aprile un ambulatorio post-CoVid dove i pazienti sono sottoposti ad rx del torace, prove di funzionalità respiratoria, test del cammino per 6 minuti, ecografia toracica e cardiaca e, se necessaria, TAC polmonare alla ricerca di pneumopatia interstiziale diffusa o embolia polmonare.
_____________________________________________________________________________________________________________


